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martedì 20 settembre 2011

Istruzioni per l'uso: la schiavitù

"L'ideologia malgrado tutto credo ancora che ci sia, è il continuare ad affermare un pensiero e il suo perchè, con la scusa di un contrasto che non c'è [...]". Questo è il ritornello di "Destra e sinistra" di Giorgio (Gaber n.d.r.), scritta alle prime albe del nuovo secolo.
Giorgio (Gaber n.d.r.), è risaputo che dal sottoscritto è amato, venerato ed adorato artisticamente et umanamente eccetera, eccetera, eccetera (cit.), era un uomo (?) che parlava di "pensiero", di "omologazione" e di "ideologia": termini che oggi non esistono più.
Termini che oggi fanno paura o che non fanno paura proprio per niente, proprio perchè, hanno perso il peso (poichè ogni parola ha un proprio peso specifico) del valore che ad esse era intrinseco.
Come fai, oggi, a parlare in questi termini? Non si può.
Non si può perchè "la morte sta nel non essere compresi" (daje).
La realizzazione dell'annientamento del pensiero è avvenuta grazie all'omologazione consumistica, capitalistica ed umana.
Una è la naturale conseguenza dell'altra.
Si voleva riprodurre lo stesso sistema del fascismo, del nazismo, del comunismo ma in maniera più subdola, più viscida.
Ecco come Giorgio (Gaber n.d.r.) e Pier Paolo (Pasolini n.d.r.) s'intrecciano e s'intersecano come due pilastri del pensiero, questo (chiaramente) sconosciuto.
Non si può oggi parlare di ideologia perchè non c'è. I "valori" della destra storica, ora, appartengono alla sinistra radical chic mentre i "valori" (soprattutto economici n.d.r.) della sinistra appartengono a quell'ammasso circense che risponde al nome della destra (??????) odierna.
Nella vita, come nella politica (quella vera), vi sono degli incontrovertibili dati di fatto, ne cito uno: il giustizialismo appartiene ad un pensiero liberale e destrogeno, cosa che nulla ha a che vedere con ciò che si definisce di "destra" oggi.
Ecco che allora se la colonna portante della democrazia e la linea continua da seguire per chi fa politica è, da sempre, l'ideologia, ovvero, la passione verso una precisa linea politica, e questa viene a mancare, vi è solo del gran marasma. Appunto.

Il "pensiero" è ciò che nobilità la persona, la rende libera e soprattutto la rende partecipe alla vita pubblica. Il pensiero, oggi, non esiste quasi più, poichè è stato anestetizzato da decenni di "cura massmediatica". Cito un esempio per rendere più chiaro il concetto: in un paese civile e normale (per i confusi, chiarisco che non sto parlando del nostro) un inquisito per Mafia sarebbe processato, condannato e mandato in galera. Da noi questo non succede ma quel che è peggio, ed è qui che entra in campo (?) il "pensiero", non si scandalizza nessuno.
Nessuno più si rende conto che un mafioso non può rappresentarmi e tanto meno governarmi.
Qui, passa alla grande, il teorema (da bar) secondo il quale "sono tutti uguali, se ci fossi tu, faresti altrettanto". Sto cazzo. (p.s. ora capite perchè ho una certa ostruzione non con i bar ma con chi ci passa la vita dentro)
Il piano perfetto per rendere un paese schiavo si conclude con un ultimo, ma fondamentale, passaggio: chiamasi "omologazione".
L'omologazione è comunque una scelta libera del popolo. Tutti siamo liberi, per fortuna. L'omologare è rendere definitivamente schiave le persone che avendo annientato un pensiero proprio, concedono la propria vita agli altri, senza mettersi in gioco in prima persona.
Esempio: domenica scorsa (18 settembre n.d.r) in molte piazze italiane vi era una raccolta firme per cercare di far promuovere un referendum per abolire la legge elettorale attuale, secondo la quale, chi ci rappresenta viene nominato dalle segreterie dei partiti: peggio che da noi, solo l'Uganda. (cit.)
Perfetto esempio della schiavitù popolare, ma ancor più perfetta, è l'etichettatura a "branco di comunisti" detta e fatta dalle demenzialità omologate che popolano questo paese. Si pretende troppo se si cerca di far capire loro che questa è una cosa che gioverebbe all'intera comunità, ecco che allora, la civiltà perde contro la dittatura, chiamata da Pasolini "civiltà dei consumi".
Notate bene che queste tre parole (pensiero, omologazione ed ideologia) sarebbero parallele, nelle dittature si incontrano.
La tanto vituperata "crisi" è nata da questi concetti, studiati a tavolino da chi, crocefiggeva Hitler ed esaltava Gandhi. Alleluia!

lunedì 12 settembre 2011

Proseguere

Io vi giuro, l'ho cercato nello Zanichelli questo verbo ma non l'ho trovato!
La disperazione, ammetto, mi ha pervaso, mi ha indotto in notti insonni, cercavo la via più facile per un messaggio post-mortem ma non ho trovato parole.
Non posso non sapere i verbi alla mia età!
Poi mi hanno detto che il verbo "proseguere" è un verbo della "lingua padana", una lingua che ammetto di non conoscere.
Meno male (cit.) che c'è il Trota a favellare sovente questi vocaboli alla nazione, è un po' come quando vai all'estero e non conosci la lingua e inizi ad imparare le parole nuove un po' alla volta.
Io me la sono sempre cavata a gesti, all'estero, e pare se la cavino bene pure loro, coi gesti.
Splendido quando Bossi senior fa il dito medio alla propria gente (ai propri sudditi) ed essi invigoriti esultano e si genuflettono all'idealista, all'intelligenza ed educazione sopraffine di quest'uomo.
Cosa vuoi farci? Io non sono italiano, sono padano e quasi non me ne accorgo!
Che sciocco.
Sperando che qualcuno ci illumini con un nuovo aggettivo tipo "saoeèporeax" che voci di corridoio mi indicano voglia dire "buono" in italiano, e che "aeroopqopèe" voglia dire "cattivo".
Altri aggettivi li stanno pensando, ergo, bastano questi due.
Ma andiamo con ordine: chissà cosa avrebbe detto Fausto Coppi se un Borghezio qualsiasi l'avesse invitato al "Giro della padania"? Chissà se a Totò avesse fatto ridere la barzelletta di tal Sacconi (ripieni) che con una metafora (daje) ha spiegato con implacabile satira la manovra finanziavia, paragonandola ad uno stupro a due suore. Che ridere.
Di certo a questo Governo non manca l'ironia. Guardate Gasparri: no, non ha detto niente. Appunto: guardatelo.
Stavo contando quanti Talleri mi erano rimasti prima di prendere le sigarette e poi ho riflettuto che Giovanardi è contro tutto, tranne il fumo, forse perchè non è ancora andato a spiegare ai morti di tumore ai polmoni quanto male faccia il fumo.
La Gelmini (lo ripeto, la rima è facile, troppo, suvvia!) che snocciola perle a menadito, annunciando che sua figlia, ovvero una "figlia di..", non sente assolutamente la crisi.
Per passare all'evergreen Silvio Nostro che deve solo ringraziarlo questo "paese di merda" perchè se fosse nato in qualsiasi altro paese avrebbe collezionato plotoni di Settimana Enigmistica tra un'arancia e l'altra.
E pensare che "l'Italia peggiore" non ha ancora dato un calcio nel sedere al simpaticissimo Brunetta forse perchè il calcio va dato con il piede e non con lo stinco (non la capite, lo so).
Ma vallo a spiegare, tu, a Gentilini "il sceriffo" (dai, licenza poetica) di Treviso che anche se toglie le panchine ai barboni perchè a loro è vietato dormire, in qualche modo dormiranno lo stesso.
Vallo a spiegare che più ti metti contro gli immigrati, con slogan del tipo "sparate a vista ai gommoni che arrivano" prima o poi arriva un immigrato a farti capire che sei un coglione.
Insomma, il repertorio è completo. Manca una scorreggia in diretta di uno a caso, Calderoli,e poi siamo veramente finissimi ed sorgivi (cit.).
Certo ci sarebbero tutti i crismi per mandare a casa questi quattro inetti ma.. sì, c'è un "ma".
Ma chi li manda a casa? Bersani? Sì, forse Samuele avrebbe più polso e carisma, alla fine basterebbe cantare "Ciao ciao belle tettine" che tutti i Berluscones sarebbero rincoglioniti e forse più vulnerabili.
Invece no, c'è quell'altro di Bersani. Quello che si deve prendere seriamente solo quando Crozza lo imita.
Eh già (cit.), basterebbe una spallata alla Gentile per pungere il culo del Re, basterebbe che si imparassero a memoria "Qualcuno era comunista.." di Giorgio (Gaber n.d.r.) per capire cosa si deve e cosa non si deve fare.
La Casta domina, predomina e comanda.
E pensare che a mezzo mare da qui, un gruppo di negri ci ha dato l'esempio di come in pochi mesi e con l'aiuto della rete, si sia potuto cacciare un tiranno che troneggiava da decenni.
In fondo, è vero, basterebbe poco ma la gente che ha tagliato la testa a Gheddafi non gira in auto blu, quella è gente incazzata. Più o meno come Franceschini, il finto prete.
Contestualizziamo il tutto, per carità.

lunedì 5 settembre 2011

Non scherziamo.

La generazione di Giorgio (Gaber n.d.r.) ha perso, la mia non scende neanche in campo.
Ammesso e non concesso che volesse scendere in campo (cit.? ) in che campo la farebbero scendere?
E allora ben vengano i padri e i nonni che ti dicono che loro all'età nostra avevano "...eccetera, eccetera...".
Non è nemmeno tutta colpa della manovra di Tvemonti se siamo tutti a novanta gradi.
In fondo, cosa si può pvetendeve da uno che abbina la giacca blu con dei pantaloni mavvoni ad una confevenza di Stato?
E non è neanche colpa dei migliori alleati di Berlusconi (il Pd) che in questo paese hanno la stessa importanza che ha avuto la Duna nei bilanci della Fiat.
La colpa si deve cercare indietro, molto indietro nel tempo e l'unico superstite (?) di "quel" tempo si chiama Giulio, tutti gli altri sono figli suoi. Erano democristiani e, diamogliene atto, hanno seguito le antiche scritture alla lettera "andate e moltiplicatevi".
Purtroppo non si sono moltiplicati, si sono quadruplicati.
Allora ecco il giusto ragionamento leghista (?) "apriamo i Ministeri al Nord!" mentre la folla acclamava lanciando Talleri (non ridete) e cantando inni Verdiani (sì, perchè Verdi è noto sostenitore padano.. mannateveneapiavvelander...!).
Eh già (cit.), ci voleva che togliessimo a quei porci romani (citazione bossiana, senior) il nucleo del potere.
Poco importa se ora quei palazzi sono vuoti e serviranno per sistemare "i figli e i nipoti di..".
Cosa può fare la mia generazione? Forse, l'unica reazione è quella violenta perchè pure coi referendum non si è andati troppo lontani.
Beppe Grillo ne ha lanciato uno (firmato anche dal sottoscritto) per il Parlamento Pulito, consegnato a Prodi quattro anni or sono.
Quel faldone di migliaia di firme di Italiani giace sepolto in un cassetto.
Probabilmente i fogli firmatari saranno stati usati da Sircana per segnarsi il numero di cellulare di qualche trans con l'uniposca nero.
I ricercatori (eh?) a casa, i laureati a casa, i lavoratori a casa.
Il popolo dei santi (già), dei poeti (pfff) e dei navigatori (per mare), è diventato il popolo dei navigatori in rete.
Ed è una rete ben costruita, provata da anni, pronta ad azzerare qualsiasi forma di dispetto a questo Stato che odio e che ci ha (da tempo) tagliato le gambe.
Questa rete non sparirà mai, come non sparirà mai "Via Bettino Craxi".

martedì 30 agosto 2011

Il "fenomeno Mannarino": un fenomeno.

Nello stagno cui si è fermata la musica d'autore italiana, trova spazio tal Mannarino, all'anagrafe Alessandro, romano de Roma.
Ha un palmaires ricco di due album, il primo intitolato "Il bar della rabbia" (2009), il secondo, che lo ha portato all'apice del successo (?) si intitola "Supersantos" (2011).
Ammetto che non ho acquistato nessuno dei due capolavori (?), anche perchè sarei in debito addirittura con Amedeo Minghi(a) "tuttùtatata", ma forse sto esagerando o forse no.
Dicevamo Mannarino, due baffi alla Romeo Benetti e una parlata che fa invidia al tipico porchettaro di Trastevere, un nutrito numero di fans per lo più romani (e vorrei vedere..) ma anche no.
D'istinto pesco il pezzo più "in" dell'ultimo disco, dal titolo "L'Onorevole" che narra la storia, cioè, che in realtà non capisco bene cosa narri: "Preso un lavoro e perso una donna/andò sul canale a cercare la luna/ma trovò nell'acqua salmastra l'altra sua faccia, solo più scura/e fece finta di non aver mai avuto paura/fece finta di non aver mai amato nessuna/andò al bar del cielo vuoto (?)/da bere costa poco/lo paghi doppiamente solo il giorno dopo/ordinò tre bicchieri di ghiaccio ed uno di perdono [...]". Trovo inevitabili scopiazzamenti anzi, pardon, "ispirazioni" (fiuuuu) al Gaber del teatro canzone, a De Gregori e a Fabrizio de Andrè. Può essere che mi sbagli.
Altro pezzo forte del disco è "Serenata silenziosa" dove si "ispira" nudo e crudo a Rino Gaetano (pace all'anima sua) dove estrappolando una strofa dice "C'è chi ha detto faccio er manovale/Il giorno che s'è fatto proprio male/L'hanno messo fori a un ospedale/Adesso dice faccio l'animale [...]".
Potrei continuare con altri pezzi di questo meraviglioso (?) album ma me (e ve) li risparmio.
Nell'epoca di PERFACTOR e di AMICI un Mannarino ci sta pure, sia chiaro, solo che le mie orecchie hanno sentito, ed i miei occhi letto, paragoni con i muri portanti della canzone d'autore (quella vera!) italiana: Gaber, Guccini, De Andrè, Gaetano etc.
C'è chi dice "Mannarino è Mannarino ebbasta!!" e per fortuna, dico io.
La parlata in romanesco e questa faccia da commissario degli "spaghetti western" hanno fatto di lui un'icona.
Meno male che il buon Mannarino si è messo in testa di fare il cantastorie ora, dove il nulla va a braccetto con la mediocrità. Logico pensare che se il Nostro avesse iniziato negli anni '70, sarebbe durato il tempo di una prova in una sala prove dei quartieri popolari romani, poi mi vedo la scena di qualcuno che gli avrebbe detto (alla Mario Brega) " 'A Mannarì, ma che cazzo stai a dì?".
Bello ricordare Rino Gaetano, ma, ricordateglielo, lui, Rino, è di un altro pianeta.

SignorC 2011

lunedì 8 agosto 2011

No Vasco, io non ci casco (cit.)

"Perchè la vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia..".
Così, nel 1996, Vasco scrisse uno dei versi più belli della storia della musica italiana (per i profani, il pezzo in questione è "Sally", impropriamente spesso accreditato alla Mannoia, la quale, ne è solo un'interprete), ha sempre detto, il rocker di Zocca, che quel pezzo è autobriogafico (come tanti suoi del resto) ma dopo tutto ciò che è uscito in queste ultime settimane, quel verso, sembra profetico.
Eh sì, la vita a volte è proprio un brivido che vola via ed il fatto che tu sia Vasco Rossi, di Zocca, il più grande rocker italiano, ipermilionario (forse di più) e idolatrato da milioni di persone a lei (alla vita) non interessa.
Ecco che se ti chiami Vasco Rossi hai quasi il dovere a non star male e a non chiedere aiuto.
L'Italia è il paese campanilistico da sempre, tutto ciò che può innescare una miccia di discussione è il benvenuto.
Ecco che allora la depressione di Vasco è diventata la notizia dell'estate. Molti ci sguazzano, pochi hanno rispetto (di un uomo, prima di tutto).
L'ultimo album è il suo grido d'aiuto, un aiuto che lo ha riportato quasi alla qualità dei tempi di "Liberi liberi" o di "Vivere", pezzi straordinari.
Vasco, si è denudato del cazzuto stile rock e sta alzando bandiera bianca, a suo modo, per carità, ma fa pena.
Che dire? Niente di più che anche se si ha tutto dalla vita, non vuol dire che si sta bene (vai con la retorica).
E lui, onesto intellettualmente come sempre, lo ha gridato e detto.
Orribile ed abbastanza schifoso l'atteggiamento di coloro i quali parlano dell'argomento nei seguenti termini "Vasco depresso fa ridere i polli", sì, d'allevamento (cit.) come essi.
E' sport nazionale quello di sparare sulla croce rossa.
E' un po' come quando vincemmo i mondiali nel 2006, chi chiedeva la testa di Lippi prima, poi si è costruito un mezzobusto del mister da mettere in salotto, per poi chiederne la testa dopo la debacle del 2010. Sì, siamo questo paese qui.
Artisticamente Vasco lo si può discutere o meno, ma l'aspetto umano sarebbe, come minimo, da rispettare.
Coraggio, Anima fragile, rimettiti in moto e regalaci un'altra Sally.

lunedì 1 agosto 2011

Ma dove siamo arrivati? (Norvegia)

A dire il vero, la fama dell'italiano "pizza-spaghetti-mandolino-baffineri-mafia" iniziava a starmi abbastanza simpatica (?).
Sì, perchè viaggiando abbastanza, anche all'estero, quando conosci un indigeno, inizia la pappardella.. (a me una volta mi hanno anche detto "Del Piero", dandomi una bella pacca all' orgoglio mai mascherato d'esser Gobbo!) e poi, suvvia, mica possiamo nasconderci dietro ad un dito, mica possiamo negare l'esistenza che le bombe mafiose non fossero scoppiate a Palermo ma a Toronto? Mica possiamo sdoganare la famosa associazione tra la "pizza connection" e Totò (informatevi), eppure..!
Eppure, dicevo, nell'ultima settimana, quando andremo all'estero, ci sentiremo dire in italiano maccheronico "ma quante str...ate sparano lì da voi?".
Eh già (cit.) perchè come possono esser definite le boutade (o meglio, boutanade) di Feltri e Borghezio dopo la strage in Norvegia?
Qualche demente li stima pure, quei due lì, eh sì, ma cosa vuoi, Signor C, pure tu, polemico, comunista, anarchico, volgare, presuntuoso.
Queste sono, sovente, le etichette che mi appiccicano dietro quando inizio a fare il Gramsci della situazione (...) e inizio ad odiare gli indifferenti, ma soprattutto, quando sfoggio il mio amore sviscerato per Pasolini ed inizio ad odiare gli stupidi.
Stupido, sì, citando Forrest Gump "Stupido è chi lo stupido fa".
Ma se per Borghezio possiamo anche trovare delle attenuanti, sai è pirla di natura, il fatto che è (anche) europarlamentare e che rappresenti l'Italia in Europa è ormai diventata una logica conseguenza.
Borghezio (che ogni volta che lo vedo mi fa venire in mente il famoso rutto di Fantozzi) è abbastanza comprensibile nella sua incomprensibilità (?) e potremmo anche pensare che il suo non pensiero, riguardo alla Norvegia, abbia la sua ragion d'essere.
Attenzione: ha la sua ragion d'essere perchè odiando tutti, per una mente malata è facile accostarsi e ritenere "buoni propositi" quelli del pazzo, anzi no, i pazzi sono ben altra cosa (...), dello stragista norvegese.
Ma Feltri? Direttore (se, vabbè..) di un giornale? Lì non ci sono giustificazioni che tengano, lì se un norvegese incontra Feltri per strada ha tutto il mio compiacimento se gli sputa in un occhio (e sarebbe il minimo).
Poi, essi, sono anche quelli dell'abbassare i toni, che predicano la non violenza etc.
Sono uscite delle "caratteristiche" dell'assassino: cattolico, di estrema destra, nemico dell'Islam etc.
Tutte caratteristiche che un leghista medio annovera.
La differenza sta nel compire un gesto e nel pensarlo e basta ma l'odio vi è comunque in entrambi i casi. L'idea della "razza pura" l'aveva lo stragista come ce l'hanno i "puritani" di casa nostra.
Ecco perchè un Borghezio qualsiasi è quasi "logico" si comporti così, perchè è nel suo (non) pensiero.
Un direttore di un giornale, forse dovrebbe sapere che le parole hanno un peso e che se ci fosse davvero qualche lettore del suo giornale (e purtroppo ce ne sono), magari, potrebbe pensare "beh, se l'ha detto il Direttore..".
Si auguri Feltri che non succeda più nulla di simile da oggi fino alla sua morte, perchè, altrimenti, una briciola di coscienza sporca ce l'avrebbe.

p.s. Vi consiglio di non andare in Norvegia in vacanza, perchè per colpa di due imbecilli, ce ne rimettono oltre 50 milioni di persone.

lunedì 25 luglio 2011

La "questione morale" e i conati di vomito

Guardo Blob in questi giorni, eh sì, perchè d'estate va anche bene rilassarsi un po' no?
Anzi, guardo i primi 30 secondi di Blob di ieri (domenica n.d.r.) e poi spengo immediatamente quell'elettrodomestico che Giorgio (Gaber n.d.r.) paragonò "ad una lavastoviglie" ne "Il Corrotto" in cui, con raffinata incazzatura, derideva questo ammasso di fili capace solo e soltanto di trasmettere il nulla.
Blob è l'unico programma televisivo che mi piace perchè sputa con ridente realismo la verità, sapendo di far salire la bile all'esofago di chi ha già cenato.
Ebbene, in quei 30 secondi, ho visto due immagini (e situazioni) nuove ahahahah (poi ci arriviamo) per il nostro paese: la Bindi che, intervistata, definisce la "questione morale come punto fondamentale per la ricostruzione del partito (...)" e subito dopo un'immagine del faccione lardoso ed inquietante di De Michelis (ecco la risata isterica a chi era riferita).
Chi non è del tutto sprovvisto di nozioni del ridicolo e drammatico malaffare durante la Seconda Repubblica può avere due tipi di reazioni a tutto ciò:
- associa la Bindi e De Michelis in qualche gioco erotico e perverso (suvvia, non stiamo parlando di gente brutta, ma di brutta gente);
- spegne la tv e se ne va smadonnando contro la mamma di questi due individui.

Se analizzassimo in un altro periodo storico, da un altro luogo e senza conoscenza alcuna, la frase di Suor Bindi, non sarebbe da conati di vomito, perchè la "questione morale" è forse la più elevata forma di politica ed indietreggiando di un bel po' di secoli, possiamo addirittura dire che la Bindi si sarebbe ispirata agli Antichi Greci, i padri della democrazia, quando per "politica" loro intendevano un'arte, un servizio, un qualcosa di addirittura poetico.
La frase suscita conati di vomito se la si ascolta oggi: luglio 2011.
Come fai tu, Bindi, a nome del tuo partito (?) prendere per il sedere ANCORA gli italiani con questo monito ridicolo?
Forse pensano davvero che l'anarchia del potere (cit.) possa veramente mietere teste (nel senso di cervelli) ancora per molto.
Come puoi tu, Bindi, ergerti a paladina della neo filosofia tra un Penati ed un D'Alema?
La credibilità (questa sconosciuta) è ormai andata persa da quando avete costruito tutti insieme allegramente la Casta.
Non vi crede più nessuno e se tu mandi uno slogan con queste parole, come può reagire un: cassaintegrato, disoccupato, studente, lavoratore a gettone, lavoratori che versano contributi per una pensione che non vedranno mai, non lavoratori con famiglie a carico che sperano sempre che "il vento è cambiato" ma che in realtà la puzza del compromesso (citazione borselliniana) resta e resterà per sempre?
Allora mi faccio platonicamente portavoce di chi non ha più i conati di vomito (perchè ha già vomitato) per le vostre dichiarazioni e vi dò un consiglio: "state zitti, se potete".
Non peggiorate la (vostra) situazione, perchè, altrimenti, uno ci crede davvero che queste stronzate le diciate apposta per dar man forte ad un avversario (?), clinicamente morto, per tornaconti generali.
Nei momenti in cui Bersani imitava Crozza (?) facendo sorridere (almeno) gli italiani, hanno (SEL e IDV) spodestato il regno di Milano, Napoli, Cagliari etc e si poteva anche "sopportare" che il PD si fosse "appropriato" delle vittorie, che vittorie non sono.
Da quando avete iniziato a recitare la pantomima degli ultimi quindici anni siete ripiombati nell'oblio vuoto e nullo di cui avete sempre avuto pieno possesso.
La sinistra è esistita per un mese, poi è diventato un centrodestra un po' meno schifoso.
Gli italiani, cara Bindi, hanno bisogno di SINISTRA, quella vera, perchè ne hanno tutti le palle piene di questi furbetti del quartierino.
Purtroppo per noi il vento è tornato quello di prima, quello che aveva previsto Licio Gelli, quello che la futilità ha omologato la popolazione costruendo quasi vent'anni di regno del nulla.
Siamo arrivati alla P4: fate in modo che non si ritorni alla P38.
Scusate lo sfogo.

p.s. Non ho voluto appositamente scrivere nulla su De Michelis, la sua faccia parla da sola.

p.p.s. Rosi Bindi ed Umberto Bindi, ve lo assicuro, non sono neanche lontanamente parenti, e te credo (cit.)