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lunedì 27 agosto 2012

Loredana, ma quale musica leggera..

A mio parere la voce femminile più rock d'Italia.
E c'è voluto quel genio (a volte) di Edoardo Bennato a cucirle addosso un vestito che solo lei poteva indossare.
Lei con quelle immancabili calze a rete.
Lei, provocatoria e dissacratoria.
Lei che è una di quelle impossibili da ignorare.
Loredana Bertè è così: prendere o lasciare.
Forse mai presa sul serio o forse troppo presa sul serio: forse si è sempre parlato troppo di Bjorn Borg e delle parecchie partecipazioni a Sanremo nei quali ha dato, a volte, il peggio di sè.
Sta di fatto che nel suo palmaires annovera ventiquattro album, mica cotica (cit.).
Forse il suo difetto (tra virgolette) più grande è che è stata la sorella della grande Mia Martini, che l'ha fatta passare spesso come "la sorella di".
Ora la si sente in radio spesso e volentieri, in un pezzo rock, dove l'interpretazione è magistrale, dove quando dice la frase "ma quale musica leggera.." avrebbe voluto aggiungerci pure un "CAZZO, ma quale musica leggera!?".
La si sente incazzata più che mai, lei che in carriera ha collaborato, tra gli altri, con Fossati, Pino Daniele, Enrico Ruggeri, ora si dà a nuova vita.
Testo scritto da Bennato, si diceva, e pezzo prodotto da quel grande musico di Mario Lavezzi.
Bellissima, suona da paura.
Lei ed il pezzo sono una cosa sola, sono un urlo in mezzo a tanti debosciati che cantano che l'amore è bello se non è litigarello. (?)
Ci voleva questa Loredana Bertè.
E' come una pioggia nel deserto, è come un filosofo in Parlamento (?), è come uno che ti dice che alla fine il rock italiano non è capace di farlo solo Vasco.
Nella sua ultima partecipazione a Sanremo, assieme a gomorratunait (Gigi D'Alessio, n.d.r.), ha dato segnali di risveglio perchè anche quel pezzo suonava ed era okay per la Bertè, peccato appunto che duettasse con il fidanzato della Tatangelo (non trovavo offesa più perfetta!).
Avanti Loredana, avrai oltre sessant'anni ma li porti gran bene, e incazzati che te ne fanno trenta di meno

lunedì 23 luglio 2012

Non andate a firmare!

Puzza un po' di bruciato il fatto che un referendum abrogativo sia così tranquillamente sponsorizzato sia nel web ma anche ed addirittura nei telegiornali.
Infatti, non è valido.
Non è valido per la legge 352 del 1970 secondo cui le firme raccolte in questo periodo specifico dell'anno sono inutilizzabili.
Hanno messo la classica esca per vedere quanti squali abboccavano.
E poi chi ci crede al potere dei più buoni? Dei polli di allevamento, forse. (doppiacit.)
Però questa iniziativa ha fatto stare bene un po' tutti.
Tutti avranno pensato ".. allora vedi che qualcosa si sta muovendo..???".
Cosa volete che si muova, amici? Ma soprattutto chi?
Quarant'anni fa c'era la violenza, c'erano i sampietrini scagliati, c'era il sangue ma probabilmente c'era un'idea che sarà pur sempre un'astrazione (cit.) ma almeno un qualcosa di utopistico c'era.
Ora non c'è neanche quello.
Oggi si fanno manifestazioni ogni giorno, in ogni piazza d'Italia, per un fottutissimo motivo.
Trovi sempre qualcuno che manifesta per decidere dov'è che i cani vanno a pisciare. (cit.)
Abbiamo perso i sogni.
Siamo ormai infettati dalla rigidità del pensiero consumistico, siamo stati educati al "lavoroguadagno - pagopretendo".
Ce lo hanno rubato sì, il pensiero. (autocit.)
A cosa serve firmare oggi se va tutto messo nel cassetto o se, al limite, ti fanno la controleggina il giorno prima?
Questo è un paese in mano ai massoni ed ai banchieri più o meno da sempre.
Berlusconi si è dimesso (perchè attenzione, nessuno l'ha cacciato!!) ed è stato sostituito da una serpe peggio di lui!
Cioè la gente lo rimpiange!
E chi volete che vinca le prossime elezioni?
Io non sono andato a firmare ma non sapevo che c'era addirittura una legge che praticamente annientava in partenza questa raccolta di firme.
Ho pensato che il tranello ci doveva essere se perfino STUDIO APERTO, cazzo STUDIO APERTO (!!!) sponsorizzava questa magnanimità delle Istituzioni.
Ecco perchè odio lo Stato, perchè continua a prendermi per il culo.
Io sono un po' stanco.

lunedì 16 luglio 2012

La mia Gaberite non lo permette

Ogni volta che sento qualcuno che canta Gaber mi girano alacremente le palle.
Io lo canto, lo recito, lo penso e lo prego. In doccia, però.
Ma io, con presunzione, posso permettermelo.
Perchè io in quello che Giorgio e Sandro hanno scritto e detto ci credo.
Perchè mi hanno fatto diventare uomo.
Gaber è una "malattia".
L'unica malattia benevola. Nel senso che una volta che l'hai presa non te la stacchi più di torno.
Io ho fatto tutto secondo scaletta: mi sono avvicinato a Giorgio per caso (?), da adolescente ma non ascoltando niente dei suoi monologhi o delle sue ultime canzoni.
Io ho iniziato dal principio. Perchè in principio era il Verbo. (cit.)
I duetti e la tournèe con Mina e i vari pezzi da "Il truccamotori" a "Goganga", da "Non arrossire" a "Il Riccardo".
Già lì mi aveva cambiato la vita.
Poi ho iniziato a drogarmi del teatro canzone che ha inizio nei primi anni '70, da lui stesso inventato.
E da lì è stato un innamoramento, una folgorazione, un amore continuo.
Perchè non c'è parola, non c'è verso, non c'è testo di Gaber (e Luporini, n.d.r.) in cui non credo ed in cui non condivida tutto.
Non voglio invogliare nessuno alla "gaberite" perchè se sei fortunato (ma non è "fortuna") la Luce ti illumina e ti sceglie da sè.
Giorgio per me è una fede e a volte non ne parlo per pudore e spesso parlando del più o del meno lo cito senza accorgermene ma non lo faccio per darmi un tono ma perchè è entrato dentro di me molto più di quanto Berlusconi sia entrato in Emilio Fede (?).
E allora, tornando a monte, non posso ascoltare che un Ligabue qualsiasi canti (?) "Qualcuno era comunista.." primo perchè Ligabue non ha proprio capito cosa volesse dire Gaber in quel pezzo che non è solo una provocazione (...), secondo perchè lo rifà uguale identico all'originale.
Ma chi sei tu per permetterti di rifare Gaber uguale?
Poi ne ho sentiti di tutti i colori e ogni volta avrei preferito il cilicio alla tortura cui venivano sottoposte le mie orecchie.
Morgan, Giulio Casale (straosannato da tutti, ma chi è?), Capossela, ora perfino Gigggggi D'Alessio.
E' fastidioso perfino Celentano che canta Gaber, per me.
Io credo che Giorgio non sia un Ligabue o un Vasco che hanno proseliti di coverband.
Giorgio non è mai, mai, mai, mai, MAI, stato banale. Mai!
Non puoi rifarlo. Non puoi cantarlo. Perchè non ne conosci la filosofia, non lo canti e non lo preghi.
Lo facessi sotto la doccia, Ligabue, ti direi "bravo!". Invece lo fai sopra ad un palcoscenico. Dove magari qualcuno dal pubblico esclama "Cazzo, bello sto pezzo di Ligabue!".
E' questo l'orrido errore che ne esce.
Gaber a parer mio è già stato quasi del tutto dimenticato ed è un bene, perchè se lo si deve ricordare così, meglio dimenticarlo del tutto.
Giorgio non è mai stato capito, nemmeno quando con Enzo Jannacci facevano "I due corsari" antesignani rispetto ai Blues Brothers di almeno dieci anni.
L'Italia cinematografica non se n'è mai accorta.
Troppo presa dalle stronzate.
Troppo blasfemo e controcorrente, Giorgio Gaber.
Troppo. Per tutto.

I Nomadi hanno il suo pubblico che li segue ovunque. Noi Gaberiani, siamo fastidiosi, perchè se ce lo tocchi, ci incazziamo. Perchè siamo dei tuttologi. E soprattutto perchè non ci andrà mai bene niente.
Così sia.

lunedì 9 luglio 2012

Delirio ipotetico

E allora perdi anche il gusto di incazzarti.
Allora è una leggera malinconia che ti pervade, un vaffanculo ipotetico (pseudocit.), allora pensi che sei nel posto sbagliato e nel momento sbagliato.
Sono giorni che ci penso a questa cosa.
E' proprio una sfiga!
Allora pensi alle tragedie del mondo: lo tsunami.. la fame nel mondo.. i poveri.. Hiroshima.. Giovanardi.. eccetera eccetera eccetera. (cit.)
Allora pensi che stasera stai a casa, sul tuo divano, completo relax, magari un porno.. no, un porno no!
Magari un buon bicchiere di vino, i vini del Reno (cit.), e vuoi, perchè devi staccare un attimo la spina dalla banale ed arrogante quotidianeità.
Ma c'è sempre qualcosa che ti rovina un piano del genere: o c'è un cretino di un tuo amico che sa che stai dormendo (cit.) o hai le pile del telecomando scariche, che ti fanno accendere solo il primo canale della televisione e tu, pigro, non ti alzi minimamente per fare altro, pensando.. va beh.. vedremo!
Cazzo no!
Giletti no..!
Padre Pio e Giletti insieme no!
Ma cos'ho fatto di male io?
E invece dal produttore al consumatore (non ho capito bene chi sia l'uno e chi sia l'altro), ti arriva questa vagonata di merda, ben confezionata, nei giorni in cui su raiuno potevano mandare, chessò, un film su Borsellino, tanto per far capire ai polli d'allevamento (cit.) che la Rai è dalla parte dei buoni. E' il potere dei più buoni! (cit.)
E invece no!
Te l'ho detto, perdi anche il gusto di incazzarti.
Allora guardi per ventiminutiventi questa sequela inenarrabile di stronzate con il sorriso inebetito di chi sa, ma non ha le prove! (cit.)
Allora pensi che tu a vent'anni hai scritto un libro, oddio "un libro", un opuscolo su Pasolini e ti rendi conto che la massa guarda Giletti e Padre Pio.
Una coppia gol, cazzo!
Cioè io se volevo un porno mi mettevo Selen e Rocco Siffredi, invece potrei anche eccitarmi così.
No, non diciamo fesserie: Giletti è uno bravo, piace alle mamme ed è anche juventino!
E allora stai lì, tra il sonno e il non ancora (cit.), a pensare che forse stasera potevi fare qualsiasi cosa ma niente ti avrebbe chiarito l'idea su cosa scrivere nel tuo cazzo di blog alle 4 di mattina.
Prosit!

p.s. le "cit." sono tutte dell'Immenso.
p.p.s. sì, è Bonolis!

lunedì 2 luglio 2012

Sul carro dei perdenti

Voglio salire sul carro dei perdenti!
Fatemici salire.
Voglio salire sul carro di quelli che a mente fredda hanno detto che questi Europei non s'han da fare (pseudocit.) a forza di vedere cani sgozzati e sentire notizie di calciatori sempre più in Questura e sempre meno in campo, e che poi si son resi conto che non serve a nulla fare i "coerenti".
Anche perchè non sono mai stato coerente!
E' vero, sono tutti milionari, probabilmente è tutto pilotato (anzi, sicuramente), però questo Europeo mi ha divertito, anche più del Mondiale vinto in Germania.
Se il mondo fosse giusto, non si sarebbe giocato, come non si sarebbe dovuto giocare in Sud Africa e così via.
Però penso che nell'anno dei terremoti, tellurici e non, una carezza di leggerezza ci stava bene.
Non ho voglia di pensare a che fine faranno gli stadi in Polonia come quelli in Sud Africa, non voglio pensare ai cani massacrati e nemmeno al conto in banca di Balotelli.
Voglio pensare che Prandelli è una brava persona che ha portato in Ucraina 23 giocatori, con 2 ragazzi neri per la prima volta (e questa, scusate, è una notizia!) e che ha cercato di fare calcio.
Difficile perchè i giornalisti cercavano ancora il "probabile Paolo Rossi" e iniziavano sempre i discorsi ricordando che dopo i grandi scandali e dopo le brutte partenze, l'Italia vola.
E invece no.
Invece il calcio come dice Pasolini ha i suoi poeti e i suoi prosatori e se sei più scarso, perdi.
E' vero: nella Spagna ci sono 20 giocatori che giocano in due squadre soltanto, da noi no.
E' vero: loro prima di tirare in porta fanno anche una ventina di passaggi di prima, è arte, la loro.
E' vero: non avevi nè Baggio, nè Pablito, nè Cannavaro.

Complimenti Mister, complimenti a Casillas che sul 4 a 0 chiedeva "rispetto" per l'Italia, complimenti a Pirlo che usando il gergo pasoliniano è un poeta fantastico, complimenti alla Spagna che non possiede prosatori.

lunedì 25 giugno 2012

Cassano, Cecchi Paone, Vezzali e Aldrovandi

Sembra lo facciano a posta.
Sembra che in Italia i casini si creino ad arte per far parlare di sè.
Prima Cecchi Paone che lancia il sasso sui gay in Nazionale e gli risponde Cassano, ben noto non frequentatore di Università, a suo modo.
A me più che del termine "frocio" usato da Cassano (il suo vocabolario contiene 20 parole: le venti squadre di calcio di serie A), fa vomitare il fatto che Cecchi Paone per promuovere il suo ultimo libro dal titolo "Tutto dentro" (...), non abbia esitato a far uscire lo scandalo (???) durante gli europei e dando addirittura del "maleducato" al ragazzaccio di Bari vecchia.
E venne il turno della Vezzali, portabandiera azzurra alle Olimpiadi di Londra, quella che si lasciava toccare dal Presidente Berlusconi "..Presidente, io da lei mi farei toccare.." frase porno detta a Porta a Porta che fa della pornografia intellettuale (e del nulla) la sua ragion di vita.
Ora, si diceva, la Vezzali.
Grande campionessa, per l'amor di Dio, fuori dalla pedana un po' meno.
Sul web in queste ore sta circolando un gruppo contro Federico Aldrovandi: la sentenza definitiva è arrivata pochi giorni fa: 3 anni e pochi mesi agli assassini di Federico, non male, vero?
Tu uccidi uno e ti danno 3 anni, good.
Nel gruppo contro Aldrovandi (ma poi, come si fa a fare un gruppo CONTRO Aldrovandi, che è una vittima: welcome to Italy!), si era iscritta anche la Vezzali, ieri sorridente a ricevere complimenti, dal non-capo dello Stato Napolitano, uno che tifa la Nazionale, uno che è andato in Emilia dopo settimane dalla tragedia, uno che è stato in Parlamento dagli anni sessanta e così via.
A meno che non sia stato un fake (un profilo falso) io da italiano e da cittadino mi fa vomitare una che si iscrive in un gruppo tale, dove i commenti più soft erano "cucciolo di maiale", "schifoso drogato" eccetera eccetera eccetera. (cit.)
Ora è chiaro che la Vezzali dirà che era un fake, e che è stata fraintesa (adepta del più grande maestro del "fraintendimento", per altro).
Ma se fosse vero, tu, Vezzali, chi pensi di rappresentare portando quella bandiera, quel Tricolore sporco di sangue?
Forse chi crede alla favoletta delle missioni di pace, chi credeva che Monti fosse mago Zurlì (e non un banchiere che ci fa perfino rimpiangere Berlusconi), chi crede alle parole dei politicanti e di chi ne fa le veci (...).
Se Buffon, Bonucci, Criscito hanno fatto quel che hanno fatto, in confronto a te, Vezzali, sono dei pirla, ma almeno non hanno appoggiato degli assassini.
Chissà cosa dirà, la signora Aldrovandi, una persona che emette dignità da tutti i pori della pelle, quando ti vedrà rappresentare questo Stato.

"..E' forse troppo chiaro agli occhi della gente che tutto è calcolato e non funziona niente.."

domenica 3 giugno 2012

E' tutto a pezzi, tranne l'Emilia

Dopo la prima scossa di terremoto di sabato 20 maggio, mi sono dovuto recare (per lavoro) nelle zone terremotate.
Era lunedi 22 maggio.
Girare per quei paesi, era come essere a Fukushima dopo l'esplosione.
Cocci a terra, transenne, campanili che si erano spostati dal posto in cui erano, carabinieri, polizia, pompieri, polvere, cani che cercavano tra le macerie, ambulanze, telecamere e la solita squisita gentilezza degli emiliani che ti offrono quello che hanno, anche a te, che non c'entri nulla.
E la gente, anzi, le persone.
Le persone con quell'aria che trasmette tristezza ed allo stesso tempo forza.
Vivere una tragedia in diretta, perdere tutto ciò che hai, come se una divinità maledetta soffiasse sul tuo castello di carta che ti sei costuito in una vita è una cosa pazzesca per chi vive nel benessere (come noi tutti).
E allora vivi in strada con gli altri, magari con gente con cui non hai mai parlato, perchè se hai perso ciò che hai, non devi perdere ciò che sei.
Mi fermo in una piadineria, nella strada che congiunge la provincia di Modena alla provincia di Ferrara.
Perchè se sei da quelle parti non puoi non mangiare una piadina, fai uno sgarbo a quella terra.
E' come non mangiare i tortellini a Bologna o non bere il caffè a Napoli etc.
Mentre mangio, penso a tante cose: alla paura che abbiamo avuto noi che abitiamo il basso Veneto, al fatto che l'Italia non si può non amare nonostante tutto (e tutti!), al patrimonio artistico che ci circonda in tutto il nostro territorio, basta girare i paesi di provincia per trovare bellezze incredibili. Quella zona, per altro, è stata la zona delle signorìe, del mecenatismo, dei Gonzaga (a Mantova), del Gran Ducato a Parma e degli Estensi a Ferrara.
Quanta Storia. Ed è vero che la storia siamo noi e che nessuno si deve sentire escluso. (cit.)
Tutto a pezzi, tranne la gentilezza ed il sorriso di quelle persone. Tranne la forza emotiva di chi ha perso tutto, tranne sè stesso. Tranne la sconvolgente "non voglia" di lamentarsi, perchè non serve. Tranne la non invidia perchè tu stasera vai a casa e dormi sul tuo letto. Tranne la mano di una mamma che accarezzava il suo pancione seduta su una panchina. Tranne le lacrime silenziose di una signora anziana con le mani giunte che pregava Dio.
Tutto a pezzi, tranne la Vita che va avanti, inesorabilmente e se c'era qualcuno impegnato a far dare "un segnale forte al Paese" con dei militari che sfilano il 2 Giugno, la gente dell'Emilia lo ha già dato quel segnale forte al Paese. Dalla mattina successiva il disastro. Quando ti rendi conto che è tutto a pezzi, tranne la tua dignità.