Oggi mi sono fermato in un bar di un paese per il mio millesimo caffè.
Mi siedo fuori, era una bella giornata (?).
Tra una pippata e l'altra al mio sigaro, ascolto accanto a me quattro persone che discutono su questo e su quello.
E' importante sottolineare la location del fatto: il bar.
Nei bar si sente di tutto.
Nei bar, anzi, nei pub inglesi, ad esempio, si può anche ascoltare della buona musica dal vivo.
In Italia, soprattutto al nord, si fatica ad ascoltare la musica dal vivo perchè c'è sempre qualche coglione di vicino di casa (beh, poi dipende da che "musica" si suona) che si lamenta e che chiama le forze dell'ordine, che arrivano sempre puntuali, soprattutto quando non servono.
La premessa era d'obbligo perchè oggi, dopo il mio caffè e mentre fumavo il mio sigaro, ascoltavo in qualche minuto di relax il vociferare di quattro personaggi sulla cinquantina circa.
Gente vestita bene, tutti veneti, probabilmente nessuno laureato ad Oxford ma questo non è molto importante.
L'argomento erano i carcerati.
In realtà non era una discussione vera e propria, era un darsi ragione l'uno con l'altro, sembravano dei perfetti politici.
Il succo dell'accesa "riflessione" è sintetizzabile in questo breve sunto: ".. i carcerati li manteniamo noi del nord con le nostre tasse, perchè loro non lavorano, perchè ci vorrebbe la sedia elettrica così si eliminerebbe il problema. Altro che 'diritti civili', sono un danno per tutti, sono una spesa. E non vogliono lavorare e se non lavorano allora dovrebbero metterli a pane e acqua, anzi, anche se muoiono di fame chissenefrega, che muoiano pure!".
Ognuno è libero di dire ciò che vuole e nei bar ancor di più, ci mancherebbe.
Mentre ascoltavo, sorridevo, perchè l'ignoranza porta la gente a parlare senza conoscere minimamente la situazione.
Poi però ho anche pensato che quei quattro filosofi, che avevano un lessico ben più forbito di un Borghezio qualsiasi, magari hanno dei figli, perchè si sà che la mamma degli idioti è sempre incinta (in tal caso, la moglie).
E allora chissà come sono stati educati i figli di questi elementi.
Chissà se ai loro figli è stato raccontato che un uomo può commettere un errore, qualunque esso sia, ma che deve avere la possibilità di rifarsi una vita, di resettare il passato, di ripartire da zero.
Chissà se anche i loro figli la pensano come loro, che i carcerati sono solo dei numeri come erano gli africani nella tratta degli schiavi qualche secolo fa.
Già, chissà.
Poi però ho pensato che questa gente è figlia del sistema consumistico che ha nell'ignoranza il suo caposaldo, che ha nella televisione il canale migliore per farcire il loro non-pensiero con della merda sempre nuova.
E allora vai in bar, coglione, vai, parla, tu che sei innocente, tu che colpe da espiare nella tua vita non ne hai, vacci pure.
Vai ma che non ti venga in mente di leggere un dato, un dato solo: che ogni anno si suicidano decine di agenti penitenziari, che non sono detenuti ma che ci vivono a stretto contatto.
Chissà mai che qualche domanda tu non te la faccia. Sarebbe l'inizio della fine. La tua.
Questo è un blog libero ed è una notizia. E' un blog che non ha un argomento preciso: attualità, politica, musica, teatro etc. I post li potete trovare sulla mia pagina pubblica di fb (Carlo Cavallaro), nel gruppo fb "C'hanno rubato il pensiero" e sul mio profilo twitter. Il Signor C
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lunedì 24 settembre 2012
lunedì 17 settembre 2012
Fazio: hai rotto le palle
Io che odio le scommesse (facili), ma che per una sfida mi son buttato dal paracadute e dal bunjee jumping, questo è per farvi capire che state leggendo un pazzo.
Sanremo: sì, siamo in anticipo, ma leggendo il nome di quel lombrico di FazioFabio (cit.) e di quel paraculo di Saviano mi è venuto un po' il voltastomaco.
Premetto che io farei presentare Sanremo a una coppia tipo Greggio e Jacchetti, due che sdrammatizzano, due che fanno battute spontanee e che sono i primi a sapere che quella è la celebrazione della finzione e del nulla.
Ma "mamma Rai" vuole continuare a scimmiottare e negli ultimi anni ha fatto delle cose blasfeme: ha chiuso Radio Stereo Notte, ha dato il benservito a Daverio, ha mandato Baudo (che è l'unico presentatore, in grado di fare il presentatore!) sulla Luna, ha chiuso il programma di Sgarbi, che per carità, può piacere o no, ma per lo meno, portava un po' di cultura su raiuno dopo millenni. Manda Carlo Massarini, al secolo Mr. Fantasy alle 4 di notte su Rai5, continuano ad affidare la musica a quell'essere rutilante di Vincenzo Mollica (detto anche "lingua d'acciaio") e l'en plein ti arriva con il grigiore di Fazio. Ancora!! Basta, cazzo!
Chiaro: sarà un Festival all'insegna della battutina balbettata, delle non battute della Littizzetto, della finta saccenza di Saviano, dei soliti ospiti (quelli che si porta su Rai3) eccetera eccetera eccetera.
Sarà un Festival perfetto per il PD!
Potevano farlo a Reggio Emilia, toh, insieme a quelli che si commuovevano alle feste popolari. (cit.)
Nessuna ventata di novità, ne sono stracerto.
FazioFabio, hai rotto le palle, tu ed il tuo lecchinaggio, tu e la tua liquidazione che hai ricevuto da Tronchetti Provera e che è costata licenziamenti alla Telecom, tu e la tua risata finta, tu e tutti quelli che dicono che fai informazione, quando sei solo ed esclusivamente uno che ha imparato il miglior vizio dell'italiano medio: il lecchinaggio!
Tu che probabilmente non farai lo "Speciale Gaber" il prossimo gennaio, quando saranno dieci anni che il Maestro non c'è più, tu che hai fatto lo "Speciale Jannacci" quando era ed è ancora vivo, tu che allo "Speciale De Andrè" hai fatto cantare "Il suonatore Jones" a Jovanotti.
Cristo FazioFabio, hai svangato le balle a tutti.
Sanremo: sì, siamo in anticipo, ma leggendo il nome di quel lombrico di FazioFabio (cit.) e di quel paraculo di Saviano mi è venuto un po' il voltastomaco.
Premetto che io farei presentare Sanremo a una coppia tipo Greggio e Jacchetti, due che sdrammatizzano, due che fanno battute spontanee e che sono i primi a sapere che quella è la celebrazione della finzione e del nulla.
Ma "mamma Rai" vuole continuare a scimmiottare e negli ultimi anni ha fatto delle cose blasfeme: ha chiuso Radio Stereo Notte, ha dato il benservito a Daverio, ha mandato Baudo (che è l'unico presentatore, in grado di fare il presentatore!) sulla Luna, ha chiuso il programma di Sgarbi, che per carità, può piacere o no, ma per lo meno, portava un po' di cultura su raiuno dopo millenni. Manda Carlo Massarini, al secolo Mr. Fantasy alle 4 di notte su Rai5, continuano ad affidare la musica a quell'essere rutilante di Vincenzo Mollica (detto anche "lingua d'acciaio") e l'en plein ti arriva con il grigiore di Fazio. Ancora!! Basta, cazzo!
Chiaro: sarà un Festival all'insegna della battutina balbettata, delle non battute della Littizzetto, della finta saccenza di Saviano, dei soliti ospiti (quelli che si porta su Rai3) eccetera eccetera eccetera.
Sarà un Festival perfetto per il PD!
Potevano farlo a Reggio Emilia, toh, insieme a quelli che si commuovevano alle feste popolari. (cit.)
Nessuna ventata di novità, ne sono stracerto.
FazioFabio, hai rotto le palle, tu ed il tuo lecchinaggio, tu e la tua liquidazione che hai ricevuto da Tronchetti Provera e che è costata licenziamenti alla Telecom, tu e la tua risata finta, tu e tutti quelli che dicono che fai informazione, quando sei solo ed esclusivamente uno che ha imparato il miglior vizio dell'italiano medio: il lecchinaggio!
Tu che probabilmente non farai lo "Speciale Gaber" il prossimo gennaio, quando saranno dieci anni che il Maestro non c'è più, tu che hai fatto lo "Speciale Jannacci" quando era ed è ancora vivo, tu che allo "Speciale De Andrè" hai fatto cantare "Il suonatore Jones" a Jovanotti.
Cristo FazioFabio, hai svangato le balle a tutti.
lunedì 3 settembre 2012
Venditti è una garanzia
E' un cantautore (classe 1949) ma non ha niente del cantautore classico di quell'epoca.
E' uno che, però, le azzecca (quasi) tutte.
Possiamo star qui a discuterne contenuti ma non c'è niente da fare: Antonello Venditti, ogni volta (cit.) che fa uscire un singolo, è una vittoria.
Lo dicono i fatti.
Vero è che in radio, anzi, nei network, ne passano solo alcuni, ma è anche vero che in quarant'anni di carriera, il nostro, ne ha sbagliati davvero pochi.
Passano, anche perchè "suonano".
Passano, perchè anche se parla di ammore, lo sa fare.
Passano, perchè è inutile: è al passo coi tempi. Cosa non riuscita, purtroppo, ad un Alberto Fortis qualsiasi.
L'ultimo singolo è di quest'anno e si intitola "Unica", non passerà alla storia sicuramente, ma lo si ascolta piacevolmente.
A volte è anche meritevole, secondo me, non scrivere chissà quali concetti esistenzialistici nel testo di una canzone.
E nell'epoca di Emma e di Nina Zilli (?), Venditti è manna.
E non è neanche vero che Antonellone sappia solo scrivere canzoni strappalacrime: da non dimenticare "Bomba o non bomba" o "Lilly" che sono pezzi che hanno scolpito con la calce un'epoca storica.
Anche la famosa "Notte prima degli esami" era bellissima molto prima del film. Perchè ti fa vivere epoche mai vissute (gli anni '80 da adolescente, almeno per me), perchè la notte prima degli esami un po' è così per tutti.
Molti gli imputano il fatto dello schierarsi politicamente, sbagliando.
Nessuno (o quasi) degli artisti italiani si schiera più politicamente: persino il rosso Guccini ha tirato i remi in barca.
Venditti che è coetaneo di De Andrè e di De Gregori, non ci somiglia per niente (cit.) agli altri due.
Perchè della discografia deandreiana non si riesce a trovare un singolo. Stesso discorso dicasi per quella degregoriana.
Di De Andrè e di De Gregori ascolti tutto il disco, perchè è bello tutto, di Venditti no, perchè ultimamente è bello solo il singolo.
E come riporta una sua canzone, a volte, è davvero insostenibile, la leggerezza dell'essere. (Milan Kundera)
E' uno che, però, le azzecca (quasi) tutte.
Possiamo star qui a discuterne contenuti ma non c'è niente da fare: Antonello Venditti, ogni volta (cit.) che fa uscire un singolo, è una vittoria.
Lo dicono i fatti.
Vero è che in radio, anzi, nei network, ne passano solo alcuni, ma è anche vero che in quarant'anni di carriera, il nostro, ne ha sbagliati davvero pochi.
Passano, anche perchè "suonano".
Passano, perchè anche se parla di ammore, lo sa fare.
Passano, perchè è inutile: è al passo coi tempi. Cosa non riuscita, purtroppo, ad un Alberto Fortis qualsiasi.
L'ultimo singolo è di quest'anno e si intitola "Unica", non passerà alla storia sicuramente, ma lo si ascolta piacevolmente.
A volte è anche meritevole, secondo me, non scrivere chissà quali concetti esistenzialistici nel testo di una canzone.
E nell'epoca di Emma e di Nina Zilli (?), Venditti è manna.
E non è neanche vero che Antonellone sappia solo scrivere canzoni strappalacrime: da non dimenticare "Bomba o non bomba" o "Lilly" che sono pezzi che hanno scolpito con la calce un'epoca storica.
Anche la famosa "Notte prima degli esami" era bellissima molto prima del film. Perchè ti fa vivere epoche mai vissute (gli anni '80 da adolescente, almeno per me), perchè la notte prima degli esami un po' è così per tutti.
Molti gli imputano il fatto dello schierarsi politicamente, sbagliando.
Nessuno (o quasi) degli artisti italiani si schiera più politicamente: persino il rosso Guccini ha tirato i remi in barca.
Venditti che è coetaneo di De Andrè e di De Gregori, non ci somiglia per niente (cit.) agli altri due.
Perchè della discografia deandreiana non si riesce a trovare un singolo. Stesso discorso dicasi per quella degregoriana.
Di De Andrè e di De Gregori ascolti tutto il disco, perchè è bello tutto, di Venditti no, perchè ultimamente è bello solo il singolo.
E come riporta una sua canzone, a volte, è davvero insostenibile, la leggerezza dell'essere. (Milan Kundera)
lunedì 27 agosto 2012
Loredana, ma quale musica leggera..
A mio parere la voce femminile più rock d'Italia.
E c'è voluto quel genio (a volte) di Edoardo Bennato a cucirle addosso un vestito che solo lei poteva indossare.
Lei con quelle immancabili calze a rete.
Lei, provocatoria e dissacratoria.
Lei che è una di quelle impossibili da ignorare.
Loredana Bertè è così: prendere o lasciare.
Forse mai presa sul serio o forse troppo presa sul serio: forse si è sempre parlato troppo di Bjorn Borg e delle parecchie partecipazioni a Sanremo nei quali ha dato, a volte, il peggio di sè.
Sta di fatto che nel suo palmaires annovera ventiquattro album, mica cotica (cit.).
Forse il suo difetto (tra virgolette) più grande è che è stata la sorella della grande Mia Martini, che l'ha fatta passare spesso come "la sorella di".
Ora la si sente in radio spesso e volentieri, in un pezzo rock, dove l'interpretazione è magistrale, dove quando dice la frase "ma quale musica leggera.." avrebbe voluto aggiungerci pure un "CAZZO, ma quale musica leggera!?".
La si sente incazzata più che mai, lei che in carriera ha collaborato, tra gli altri, con Fossati, Pino Daniele, Enrico Ruggeri, ora si dà a nuova vita.
Testo scritto da Bennato, si diceva, e pezzo prodotto da quel grande musico di Mario Lavezzi.
Bellissima, suona da paura.
Lei ed il pezzo sono una cosa sola, sono un urlo in mezzo a tanti debosciati che cantano che l'amore è bello se non è litigarello. (?)
Ci voleva questa Loredana Bertè.
E' come una pioggia nel deserto, è come un filosofo in Parlamento (?), è come uno che ti dice che alla fine il rock italiano non è capace di farlo solo Vasco.
Nella sua ultima partecipazione a Sanremo, assieme a gomorratunait (Gigi D'Alessio, n.d.r.), ha dato segnali di risveglio perchè anche quel pezzo suonava ed era okay per la Bertè, peccato appunto che duettasse con il fidanzato della Tatangelo (non trovavo offesa più perfetta!).
Avanti Loredana, avrai oltre sessant'anni ma li porti gran bene, e incazzati che te ne fanno trenta di meno
E c'è voluto quel genio (a volte) di Edoardo Bennato a cucirle addosso un vestito che solo lei poteva indossare.
Lei con quelle immancabili calze a rete.
Lei, provocatoria e dissacratoria.
Lei che è una di quelle impossibili da ignorare.
Loredana Bertè è così: prendere o lasciare.
Forse mai presa sul serio o forse troppo presa sul serio: forse si è sempre parlato troppo di Bjorn Borg e delle parecchie partecipazioni a Sanremo nei quali ha dato, a volte, il peggio di sè.
Sta di fatto che nel suo palmaires annovera ventiquattro album, mica cotica (cit.).
Forse il suo difetto (tra virgolette) più grande è che è stata la sorella della grande Mia Martini, che l'ha fatta passare spesso come "la sorella di".
Ora la si sente in radio spesso e volentieri, in un pezzo rock, dove l'interpretazione è magistrale, dove quando dice la frase "ma quale musica leggera.." avrebbe voluto aggiungerci pure un "CAZZO, ma quale musica leggera!?".
La si sente incazzata più che mai, lei che in carriera ha collaborato, tra gli altri, con Fossati, Pino Daniele, Enrico Ruggeri, ora si dà a nuova vita.
Testo scritto da Bennato, si diceva, e pezzo prodotto da quel grande musico di Mario Lavezzi.
Bellissima, suona da paura.
Lei ed il pezzo sono una cosa sola, sono un urlo in mezzo a tanti debosciati che cantano che l'amore è bello se non è litigarello. (?)
Ci voleva questa Loredana Bertè.
E' come una pioggia nel deserto, è come un filosofo in Parlamento (?), è come uno che ti dice che alla fine il rock italiano non è capace di farlo solo Vasco.
Nella sua ultima partecipazione a Sanremo, assieme a gomorratunait (Gigi D'Alessio, n.d.r.), ha dato segnali di risveglio perchè anche quel pezzo suonava ed era okay per la Bertè, peccato appunto che duettasse con il fidanzato della Tatangelo (non trovavo offesa più perfetta!).
Avanti Loredana, avrai oltre sessant'anni ma li porti gran bene, e incazzati che te ne fanno trenta di meno
lunedì 23 luglio 2012
Non andate a firmare!
Puzza un po' di bruciato il fatto che un referendum abrogativo sia così tranquillamente sponsorizzato sia nel web ma anche ed addirittura nei telegiornali.
Infatti, non è valido.
Non è valido per la legge 352 del 1970 secondo cui le firme raccolte in questo periodo specifico dell'anno sono inutilizzabili.
Hanno messo la classica esca per vedere quanti squali abboccavano.
E poi chi ci crede al potere dei più buoni? Dei polli di allevamento, forse. (doppiacit.)
Però questa iniziativa ha fatto stare bene un po' tutti.
Tutti avranno pensato ".. allora vedi che qualcosa si sta muovendo..???".
Cosa volete che si muova, amici? Ma soprattutto chi?
Quarant'anni fa c'era la violenza, c'erano i sampietrini scagliati, c'era il sangue ma probabilmente c'era un'idea che sarà pur sempre un'astrazione (cit.) ma almeno un qualcosa di utopistico c'era.
Ora non c'è neanche quello.
Oggi si fanno manifestazioni ogni giorno, in ogni piazza d'Italia, per un fottutissimo motivo.
Trovi sempre qualcuno che manifesta per decidere dov'è che i cani vanno a pisciare. (cit.)
Abbiamo perso i sogni.
Siamo ormai infettati dalla rigidità del pensiero consumistico, siamo stati educati al "lavoroguadagno - pagopretendo".
Ce lo hanno rubato sì, il pensiero. (autocit.)
A cosa serve firmare oggi se va tutto messo nel cassetto o se, al limite, ti fanno la controleggina il giorno prima?
Questo è un paese in mano ai massoni ed ai banchieri più o meno da sempre.
Berlusconi si è dimesso (perchè attenzione, nessuno l'ha cacciato!!) ed è stato sostituito da una serpe peggio di lui!
Cioè la gente lo rimpiange!
E chi volete che vinca le prossime elezioni?
Io non sono andato a firmare ma non sapevo che c'era addirittura una legge che praticamente annientava in partenza questa raccolta di firme.
Ho pensato che il tranello ci doveva essere se perfino STUDIO APERTO, cazzo STUDIO APERTO (!!!) sponsorizzava questa magnanimità delle Istituzioni.
Ecco perchè odio lo Stato, perchè continua a prendermi per il culo.
Io sono un po' stanco.
Infatti, non è valido.
Non è valido per la legge 352 del 1970 secondo cui le firme raccolte in questo periodo specifico dell'anno sono inutilizzabili.
Hanno messo la classica esca per vedere quanti squali abboccavano.
E poi chi ci crede al potere dei più buoni? Dei polli di allevamento, forse. (doppiacit.)
Però questa iniziativa ha fatto stare bene un po' tutti.
Tutti avranno pensato ".. allora vedi che qualcosa si sta muovendo..???".
Cosa volete che si muova, amici? Ma soprattutto chi?
Quarant'anni fa c'era la violenza, c'erano i sampietrini scagliati, c'era il sangue ma probabilmente c'era un'idea che sarà pur sempre un'astrazione (cit.) ma almeno un qualcosa di utopistico c'era.
Ora non c'è neanche quello.
Oggi si fanno manifestazioni ogni giorno, in ogni piazza d'Italia, per un fottutissimo motivo.
Trovi sempre qualcuno che manifesta per decidere dov'è che i cani vanno a pisciare. (cit.)
Abbiamo perso i sogni.
Siamo ormai infettati dalla rigidità del pensiero consumistico, siamo stati educati al "lavoroguadagno - pagopretendo".
Ce lo hanno rubato sì, il pensiero. (autocit.)
A cosa serve firmare oggi se va tutto messo nel cassetto o se, al limite, ti fanno la controleggina il giorno prima?
Questo è un paese in mano ai massoni ed ai banchieri più o meno da sempre.
Berlusconi si è dimesso (perchè attenzione, nessuno l'ha cacciato!!) ed è stato sostituito da una serpe peggio di lui!
Cioè la gente lo rimpiange!
E chi volete che vinca le prossime elezioni?
Io non sono andato a firmare ma non sapevo che c'era addirittura una legge che praticamente annientava in partenza questa raccolta di firme.
Ho pensato che il tranello ci doveva essere se perfino STUDIO APERTO, cazzo STUDIO APERTO (!!!) sponsorizzava questa magnanimità delle Istituzioni.
Ecco perchè odio lo Stato, perchè continua a prendermi per il culo.
Io sono un po' stanco.
lunedì 16 luglio 2012
La mia Gaberite non lo permette
Ogni volta che sento qualcuno che canta Gaber mi girano alacremente le palle.
Io lo canto, lo recito, lo penso e lo prego. In doccia, però.
Ma io, con presunzione, posso permettermelo.
Perchè io in quello che Giorgio e Sandro hanno scritto e detto ci credo.
Perchè mi hanno fatto diventare uomo.
Gaber è una "malattia".
L'unica malattia benevola. Nel senso che una volta che l'hai presa non te la stacchi più di torno.
Io ho fatto tutto secondo scaletta: mi sono avvicinato a Giorgio per caso (?), da adolescente ma non ascoltando niente dei suoi monologhi o delle sue ultime canzoni.
Io ho iniziato dal principio. Perchè in principio era il Verbo. (cit.)
I duetti e la tournèe con Mina e i vari pezzi da "Il truccamotori" a "Goganga", da "Non arrossire" a "Il Riccardo".
Già lì mi aveva cambiato la vita.
Poi ho iniziato a drogarmi del teatro canzone che ha inizio nei primi anni '70, da lui stesso inventato.
E da lì è stato un innamoramento, una folgorazione, un amore continuo.
Perchè non c'è parola, non c'è verso, non c'è testo di Gaber (e Luporini, n.d.r.) in cui non credo ed in cui non condivida tutto.
Non voglio invogliare nessuno alla "gaberite" perchè se sei fortunato (ma non è "fortuna") la Luce ti illumina e ti sceglie da sè.
Giorgio per me è una fede e a volte non ne parlo per pudore e spesso parlando del più o del meno lo cito senza accorgermene ma non lo faccio per darmi un tono ma perchè è entrato dentro di me molto più di quanto Berlusconi sia entrato in Emilio Fede (?).
E allora, tornando a monte, non posso ascoltare che un Ligabue qualsiasi canti (?) "Qualcuno era comunista.." primo perchè Ligabue non ha proprio capito cosa volesse dire Gaber in quel pezzo che non è solo una provocazione (...), secondo perchè lo rifà uguale identico all'originale.
Ma chi sei tu per permetterti di rifare Gaber uguale?
Poi ne ho sentiti di tutti i colori e ogni volta avrei preferito il cilicio alla tortura cui venivano sottoposte le mie orecchie.
Morgan, Giulio Casale (straosannato da tutti, ma chi è?), Capossela, ora perfino Gigggggi D'Alessio.
E' fastidioso perfino Celentano che canta Gaber, per me.
Io credo che Giorgio non sia un Ligabue o un Vasco che hanno proseliti di coverband.
Giorgio non è mai, mai, mai, mai, MAI, stato banale. Mai!
Non puoi rifarlo. Non puoi cantarlo. Perchè non ne conosci la filosofia, non lo canti e non lo preghi.
Lo facessi sotto la doccia, Ligabue, ti direi "bravo!". Invece lo fai sopra ad un palcoscenico. Dove magari qualcuno dal pubblico esclama "Cazzo, bello sto pezzo di Ligabue!".
E' questo l'orrido errore che ne esce.
Gaber a parer mio è già stato quasi del tutto dimenticato ed è un bene, perchè se lo si deve ricordare così, meglio dimenticarlo del tutto.
Giorgio non è mai stato capito, nemmeno quando con Enzo Jannacci facevano "I due corsari" antesignani rispetto ai Blues Brothers di almeno dieci anni.
L'Italia cinematografica non se n'è mai accorta.
Troppo presa dalle stronzate.
Troppo blasfemo e controcorrente, Giorgio Gaber.
Troppo. Per tutto.
I Nomadi hanno il suo pubblico che li segue ovunque. Noi Gaberiani, siamo fastidiosi, perchè se ce lo tocchi, ci incazziamo. Perchè siamo dei tuttologi. E soprattutto perchè non ci andrà mai bene niente.
Così sia.
Io lo canto, lo recito, lo penso e lo prego. In doccia, però.
Ma io, con presunzione, posso permettermelo.
Perchè io in quello che Giorgio e Sandro hanno scritto e detto ci credo.
Perchè mi hanno fatto diventare uomo.
Gaber è una "malattia".
L'unica malattia benevola. Nel senso che una volta che l'hai presa non te la stacchi più di torno.
Io ho fatto tutto secondo scaletta: mi sono avvicinato a Giorgio per caso (?), da adolescente ma non ascoltando niente dei suoi monologhi o delle sue ultime canzoni.
Io ho iniziato dal principio. Perchè in principio era il Verbo. (cit.)
I duetti e la tournèe con Mina e i vari pezzi da "Il truccamotori" a "Goganga", da "Non arrossire" a "Il Riccardo".
Già lì mi aveva cambiato la vita.
Poi ho iniziato a drogarmi del teatro canzone che ha inizio nei primi anni '70, da lui stesso inventato.
E da lì è stato un innamoramento, una folgorazione, un amore continuo.
Perchè non c'è parola, non c'è verso, non c'è testo di Gaber (e Luporini, n.d.r.) in cui non credo ed in cui non condivida tutto.
Non voglio invogliare nessuno alla "gaberite" perchè se sei fortunato (ma non è "fortuna") la Luce ti illumina e ti sceglie da sè.
Giorgio per me è una fede e a volte non ne parlo per pudore e spesso parlando del più o del meno lo cito senza accorgermene ma non lo faccio per darmi un tono ma perchè è entrato dentro di me molto più di quanto Berlusconi sia entrato in Emilio Fede (?).
E allora, tornando a monte, non posso ascoltare che un Ligabue qualsiasi canti (?) "Qualcuno era comunista.." primo perchè Ligabue non ha proprio capito cosa volesse dire Gaber in quel pezzo che non è solo una provocazione (...), secondo perchè lo rifà uguale identico all'originale.
Ma chi sei tu per permetterti di rifare Gaber uguale?
Poi ne ho sentiti di tutti i colori e ogni volta avrei preferito il cilicio alla tortura cui venivano sottoposte le mie orecchie.
Morgan, Giulio Casale (straosannato da tutti, ma chi è?), Capossela, ora perfino Gigggggi D'Alessio.
E' fastidioso perfino Celentano che canta Gaber, per me.
Io credo che Giorgio non sia un Ligabue o un Vasco che hanno proseliti di coverband.
Giorgio non è mai, mai, mai, mai, MAI, stato banale. Mai!
Non puoi rifarlo. Non puoi cantarlo. Perchè non ne conosci la filosofia, non lo canti e non lo preghi.
Lo facessi sotto la doccia, Ligabue, ti direi "bravo!". Invece lo fai sopra ad un palcoscenico. Dove magari qualcuno dal pubblico esclama "Cazzo, bello sto pezzo di Ligabue!".
E' questo l'orrido errore che ne esce.
Gaber a parer mio è già stato quasi del tutto dimenticato ed è un bene, perchè se lo si deve ricordare così, meglio dimenticarlo del tutto.
Giorgio non è mai stato capito, nemmeno quando con Enzo Jannacci facevano "I due corsari" antesignani rispetto ai Blues Brothers di almeno dieci anni.
L'Italia cinematografica non se n'è mai accorta.
Troppo presa dalle stronzate.
Troppo blasfemo e controcorrente, Giorgio Gaber.
Troppo. Per tutto.
I Nomadi hanno il suo pubblico che li segue ovunque. Noi Gaberiani, siamo fastidiosi, perchè se ce lo tocchi, ci incazziamo. Perchè siamo dei tuttologi. E soprattutto perchè non ci andrà mai bene niente.
Così sia.
lunedì 9 luglio 2012
Delirio ipotetico
E allora perdi anche il gusto di incazzarti.
Allora è una leggera malinconia che ti pervade, un vaffanculo ipotetico (pseudocit.), allora pensi che sei nel posto sbagliato e nel momento sbagliato.
Sono giorni che ci penso a questa cosa.
E' proprio una sfiga!
Allora pensi alle tragedie del mondo: lo tsunami.. la fame nel mondo.. i poveri.. Hiroshima.. Giovanardi.. eccetera eccetera eccetera. (cit.)
Allora pensi che stasera stai a casa, sul tuo divano, completo relax, magari un porno.. no, un porno no!
Magari un buon bicchiere di vino, i vini del Reno (cit.), e vuoi, perchè devi staccare un attimo la spina dalla banale ed arrogante quotidianeità.
Ma c'è sempre qualcosa che ti rovina un piano del genere: o c'è un cretino di un tuo amico che sa che stai dormendo (cit.) o hai le pile del telecomando scariche, che ti fanno accendere solo il primo canale della televisione e tu, pigro, non ti alzi minimamente per fare altro, pensando.. va beh.. vedremo!
Cazzo no!
Giletti no..!
Padre Pio e Giletti insieme no!
Ma cos'ho fatto di male io?
E invece dal produttore al consumatore (non ho capito bene chi sia l'uno e chi sia l'altro), ti arriva questa vagonata di merda, ben confezionata, nei giorni in cui su raiuno potevano mandare, chessò, un film su Borsellino, tanto per far capire ai polli d'allevamento (cit.) che la Rai è dalla parte dei buoni. E' il potere dei più buoni! (cit.)
E invece no!
Te l'ho detto, perdi anche il gusto di incazzarti.
Allora guardi per ventiminutiventi questa sequela inenarrabile di stronzate con il sorriso inebetito di chi sa, ma non ha le prove! (cit.)
Allora pensi che tu a vent'anni hai scritto un libro, oddio "un libro", un opuscolo su Pasolini e ti rendi conto che la massa guarda Giletti e Padre Pio.
Una coppia gol, cazzo!
Cioè io se volevo un porno mi mettevo Selen e Rocco Siffredi, invece potrei anche eccitarmi così.
No, non diciamo fesserie: Giletti è uno bravo, piace alle mamme ed è anche juventino!
E allora stai lì, tra il sonno e il non ancora (cit.), a pensare che forse stasera potevi fare qualsiasi cosa ma niente ti avrebbe chiarito l'idea su cosa scrivere nel tuo cazzo di blog alle 4 di mattina.
Prosit!
p.s. le "cit." sono tutte dell'Immenso.
p.p.s. sì, è Bonolis!
Allora è una leggera malinconia che ti pervade, un vaffanculo ipotetico (pseudocit.), allora pensi che sei nel posto sbagliato e nel momento sbagliato.
Sono giorni che ci penso a questa cosa.
E' proprio una sfiga!
Allora pensi alle tragedie del mondo: lo tsunami.. la fame nel mondo.. i poveri.. Hiroshima.. Giovanardi.. eccetera eccetera eccetera. (cit.)
Allora pensi che stasera stai a casa, sul tuo divano, completo relax, magari un porno.. no, un porno no!
Magari un buon bicchiere di vino, i vini del Reno (cit.), e vuoi, perchè devi staccare un attimo la spina dalla banale ed arrogante quotidianeità.
Ma c'è sempre qualcosa che ti rovina un piano del genere: o c'è un cretino di un tuo amico che sa che stai dormendo (cit.) o hai le pile del telecomando scariche, che ti fanno accendere solo il primo canale della televisione e tu, pigro, non ti alzi minimamente per fare altro, pensando.. va beh.. vedremo!
Cazzo no!
Giletti no..!
Padre Pio e Giletti insieme no!
Ma cos'ho fatto di male io?
E invece dal produttore al consumatore (non ho capito bene chi sia l'uno e chi sia l'altro), ti arriva questa vagonata di merda, ben confezionata, nei giorni in cui su raiuno potevano mandare, chessò, un film su Borsellino, tanto per far capire ai polli d'allevamento (cit.) che la Rai è dalla parte dei buoni. E' il potere dei più buoni! (cit.)
E invece no!
Te l'ho detto, perdi anche il gusto di incazzarti.
Allora guardi per ventiminutiventi questa sequela inenarrabile di stronzate con il sorriso inebetito di chi sa, ma non ha le prove! (cit.)
Allora pensi che tu a vent'anni hai scritto un libro, oddio "un libro", un opuscolo su Pasolini e ti rendi conto che la massa guarda Giletti e Padre Pio.
Una coppia gol, cazzo!
Cioè io se volevo un porno mi mettevo Selen e Rocco Siffredi, invece potrei anche eccitarmi così.
No, non diciamo fesserie: Giletti è uno bravo, piace alle mamme ed è anche juventino!
E allora stai lì, tra il sonno e il non ancora (cit.), a pensare che forse stasera potevi fare qualsiasi cosa ma niente ti avrebbe chiarito l'idea su cosa scrivere nel tuo cazzo di blog alle 4 di mattina.
Prosit!
p.s. le "cit." sono tutte dell'Immenso.
p.p.s. sì, è Bonolis!
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